Statement

«…absence is a very difficult, elusive concept with a very long and complex philosophical history. Even its etymology (ab+esse-“away from being”) reveals its link to the ancient philosophical puzzle of nonbeing, the paradoxical nature of “things” that don’t exist or simply fail to be “here and now” (that is, present). Yet absence has also been regarded as something at the core of all being, as the crucial ground for whatever exists or is present» (Shusterman 1997).

È quasi pleonastico rimarcare che il web è da tempo assurto a strumento privilegiato per studiare, lavorare e, soprattutto, come veicolo principe per diffondere la cultura. Se poi ragioniamo in termini di arte contemporanea, i legami storicizzati tra arte e web sono molteplici e si muovono in direzioni differenti, perfino in contrapposizione tra loro. Dai primi esempi di digital art e net.art, alle riflessioni del movimento postinternet, fino ad arrivare a quei pochi esempi di mostre pensate per essere fruite interamente sul web e alle pratiche di curatela online. Per questo motivo, pare oggi estremamente riduttivo ignorare queste dinamiche di lavoro quando ragioniamo su un nuovo progetto curatoriale. Is the Form Present? è il risultato di queste riflessioni e di queste influenze. Una mostra che si inserisce nelle dinamiche della curatela di ricerca e che vuole analizzare limiti e punti di forza del mondo digitale quando questo si scontra con la fruizione del contenuto artistico e con il pubblico.

La smaterializzazione e conseguente digitalizzazione della cultura – pratica tipica della curatela online – è, quindi, l’argomento portante di questo progetto, da un punto di vista teorico e di ricerca. Eppure qui proviamo a superare questo concetto, tentando di mantenere un legame privilegiato con il mondo delle esposizioni d’arte, oltre che con le relazioni e i costrutti formali presenti nel “momento-mostra”. Ragionando su questi aspetti si è provato, dunque, a spostare un po’ più in avanti i limiti impliciti di questo tipo di pratica: in Is the Form Present? le tematiche di assenza e mancanza non si manifestano soltanto nelle opere proposte, o come tema principale della mostra; queste tematiche si concretizzano in un concetto più ampio, secondo il quale, per fruire questa particolare esposizione, il luogo fisico in sé stesso può non essere poi così essenziale. Internet, infatti, è il non-luogo per eccellenza e, in questo caso, diviene medium privilegiato per parlare di un’assenza che, da formale, diviene fisica (nessun edificio dove recarsi, nessuna parete dove attaccare le opere; l’esposizione può essere fruirla solo online). Internet ci permette, inoltre, di utilizzare contenuti pensati per essere goduti esclusivamente tramite web e di servircene per intessere un dialogo attivo con tutte quelle opere concepite in maniera più “tradizionale” e che qui troviamo comunque in mostra. Infatti Is the Form Present? non concerne solamente la curatela di contenuti digitali, ma vi aggiunge una curatela, tradizionalmente intesa, di opere fisiche che possono venire fruite anche attraverso la sfera digitale (ovviamente mutandone le percezioni e le relazioni pensate originariamente dall’artista).

A prima vista, internet sembra togliere molte delle possibilità offerte da un’esposizione artistica (ed è innegabile che sia così; infatti con questo progetto si vogliono analizzare i punti di forza e i punti deboli delle mostre web-based), ma non solo. Questo stesso medium offre, infatti, riflessioni altrettanto gustose: oltre che di un’assenza logistica, si vuole parlare anche di una caducità di fondo che riguarda i contenuti e la mostra nella sua interezza. Il contenitore digitale è, infatti, liquido e gli URL a cui si fa riferimento per raggiungere le sezioni di mostra possono corrompersi con il tempo (mutare, venire cancellati), lasciandosi alle spalle un piccolo archivio digitalizzato che ci racconterà – quasi certamente in maniera parziale – la vita passata di questo progetto. Un aspetto anch’esso meritevole di essere studiato.

Ma il supporto digitale che ospita i contenuti di Is the Form Present? non può e non deve escludere il “momento umano”, una situazione imprescindibile quando si parla di un’esposizione artistica. Questo è un aspetto fondamentale, non fosse altro perché impedisce a un progetto di perdersi in tutto quel “rumore di fondo” prodotto dalla proposta sconfinata del web. Per questo motivo, alla fruizione digitale, si accoppierà un momento di aggregazione sociale; un happening durante il quale fruire in prima persona l’esposizione. Attraverso la tecnologia digitale dei QR code – i quali permettono di accedere ai contenuti espositivi, semplicemente con l’ausilio dei nostri smartphone – i visitatori potranno sperimentare un “momento conviviale” che permetterà loro di vivere quell’hic et nunc che concorre a creare esperienze più durature e che permetterà di interagire fisicamente con gli altri visitatori e con tutte le persone che hanno collaborato alla mostra.

Annunci